Il crinale...

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Vava
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Italia
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Inserito il - 26 Mar 2007 :  18:13:14    Vava è offline Scrivi Un Messaggio Privato  Visualizza profilo  Visita l'homepage di Vava  Modifica messaggio  Rispondi citando  Visualizza l'indirizzo IP dell'utente
Premessa: io ho un bonus l’anno per una due giorni invernale. Quest’anno, saltato l’inverno stava per saltare il bonus, poi rimediato in extremis con una “giornaliera” invernale, mentre la doppia veniva posticipata a giugno.

Destinazione? Rifugio Battisti, anche per sentirmi più vicino ai tanti crinaloidi! Vicino anche fisicamente, visto che avrei visto all’opera Christian e Omar.
Venerdì scorso la situazione neve era discreta: non così vecchia da dover usare i ramponi, non così tanta da dover usare le ciaspole. Il tempo si preannunciava invernale, con possibili buferotte di neve, il che mi esaltava assai! Un po’ meno esaltati mi son parsi i miei amici una volta avvertiti delle condizioni meteo, tanto che da 8 che eravamo rimanemmo in 4 (3 dei “persi”, sigh, sono ragazze).

Sabato scruto in continuazione il cielo: eddai, nubi, arrivate che se no faccio brutta figura e, soprattutto, non vedo scendere la neve in montagna! Quest’anno l’ho vista solo 3 volte (grave eh?!?), di cui una sull’Etna.
Sono in crisi di astinenzaaaa!!!
Sabato pomeriggio arrivano le nubi, quindi la neve in montagna e la pioggia in pianura…
Tutto è pronto!
Alle 21.30 la tanto temuta telefonata di un altro amico, già in bilico tra febbre e non. Non lo incoraggio, viste le prospettive meteo!

Domenica mattina la sveglia suona alle 5.30 (che per i miei bioritmi sono le 4.30, visto il cambio dell’ora… ma un’ora in più di luce potrebbe far comodo!). Salto giù dal letto come se fossero le 11; la colazione è straripante: tutto “carburante”! Alle 6.40 sono a casa di Alberto in attesa del cugino Andrea, che non tarda.

6.50 si parte!
Sassuolo, Montefiorino (a 600 m gocce “cremose”, a 800 m la neve!), Frassinoro (spettacolo! Vediamo anche una splendida volpe), Madonna di Pietravolta (non è una bestemmia…), quindi una curva presa un po’ larga…
Per un attimo ho visto sfumare l’escursione, per fortuna la macchina è uscita di poco di strada e, con qualche legno, qualche spinta, e un po’ di frizione in fumo, è rientrata. Catene. Poco distante un cane sembrava un avvoltoio in cerca di cibo…
Prendo la paletta multiuso e mi sdraio accanto alla macchina. Non avrei mai pensato d’abbracciare, un giorno, la ruota anteriore della mia macchina…
Click clack… fatto!
“No… non s’è attaccata bene… Mhhh…. Ma dov’è finito… eccolo… Eddai ficcati dentro, dai, così si si si! Ehm, scusate… E’ che ci son due cosini, uno da infilare dentro l’altro… Click clack.
Mi tiro su, guardo la neve scendere, sorrido, guardo il cane, sempre là, paziente, quasi annoiato “vieni qua a lavorare, invece che guardare e basta!” gli sto per dire. Guardo la catena, quasi piango: devo convincere questo anello verde QUA a sposarsi con quel gancetto verde LA’! Non ce la farò mai: le catene non sono elastiche!
Per fortuna Andrea e Alberto sono più pratici, e già montavano l’altra catena…
“Il dritto è questo? No, no, aspetta si mette così…”
Attimo di sconforto.

Il cane mi guarda come fossi una bistecca.
Torno alla mia catena, ma è messa malissimo, peggio di prima! Guardo la strada, siamo in curva… dov’è il triangolo? Non lo trovo, dunque Alberto mette la valigetta delle catene prima della curva. Il giubbotto fosforescente, invece, penso non vada indossato: diventerebbe bianco come gli altri vestiti.
Dopo circa 15’ di scancheramenti vari i due pezzetti verdi si erano avvicinati, ora mancavano un paio di cm. Blocco le catene alla grezza, muovo la macchina. Peggio di prima. Tutto da rifare. Mi risdraio, click clack, pezzetti verdi che neanche si guardano. Li avviciniamo con le buone, con le cattive, sposto la macchina 3 o 4 volte. Rimettiamo le mani sui pezzetti verdi e… “Tiraaaaaaaaaaaaaa……. Dddddddaaaaaiiiiii daidaidaidaidaidai SIIIIII!!!!!!! E uno!”.
L’altra catena? Altri 10 minuti di ginnastica e millimetrici spostamenti di macchina. Insomma, in meno di un’ora montiamo le catene, proprio come nella pubblicità! E pensare che il mio record è stato di 90 secondi!
Alberto: “Ma non dovrebbero essere 4 le catene?” Lo inseguo!
Ripartiamo. Alle 10.05 arriviamo a Civago.
Metto metà vestiti nello zaino, l’altra metà li ho indosso, allaccio le ghette (e mi tornano in mente le catene della macchina…), prendo le scansionate delle cartine, con tanto di plastichetta, la macchina fotografica (Sturnooooo! Quanto pesano i tuoi obiettivi?!?) e viaaaa, spinti dal vento di nordest, che ci fa gustare ancora di più la neve in quanto non ce la sputa in faccia.
Guardo la stazione meteo di ARPA: avrà molto da lavorare oggi!

Andrea (sx) ed io (dx).
"Abetia"?

Dopo poco mi levo il pile, ora ho più roba nello zaino che non indosso!

Rif. Segheria, candelotti e tavoli… apparecchiati!

Gocciolo sudore. Mi prendo in faccia i fiocchi di neve, li bevo anche a bocc’aperta, ma la neve, fusa, si mischia col sudore e forse dà più fastidio che frescura.
Con un po’ di sudore arriviamo, verso le 13.30, al limite del bosco! Siamo parecchio in ritardo, per fortuna c’è segnale per il mio cell., chiamo Christian ma squilla a vuoto. Sento sfumare la polenta…
“E adesso?”
Le nubi basse non ci facevano vedere la forma del crinale, anche se se ne intuiva la posizione. La neve cominciava a superare il ginocchio: già da un po’ ci turnavamo come apripista. L’altimetro segnava 1700 m, e il limite del bosco gli dava ragione.
Per non perdere l’orientamento decidiamo di seguire il confine “prato” – bosco, anche perché le piante possono essere un appiglio utile e, inoltre, sotto il bosco il manto di neve è leggermente più sottile. La neve cadeva, non spettacolare, ma efficace: la borsa della macchina fotografica sembrava una palla di neve (è impermeabile Sturno, vai trà!), e ormai strisciava sulla coltre bianca. Guardo un tronco, assomiglia incredibilmente al profilo di un cerbiatto, seppur con un corno da antilope. Forse ho le allucinazioni?  Con sempre più fatica, e con turni sempre più brevi, ci facciamo largo tra la neve, lasciamo il bosco e saliamo per la massima pendenza, a volte zigzagando, verso la cresta. “Alberto, mi dai il cambio?” “Non ci riesco…”. Passa Andrea. Mi sembrava d’esser in bicicletta! La cresta era un’immensa onda bianca, resa ancor più spettacolare da una piccola cornice. Ormai ci trascinavamo in avanti, a volte quasi nuotando, a volte inciampavamo stremati, oppure sprofondando. Sembrava che il crinale fosse un enorme animale che ci stesse fagocitando, come un ameba ingloba le sue vittime. Noi, sempre più stanchi, affamati e… invischiati nella neve, come insetti vittime di un’immensa pianta carnivora. Però che meraviglia vederne così tanta!
L “onda” mi sembrava lontana, invece era vicinissima: con questo tempo e tutto questo bianco il paesaggio sembrava aver perso la terza dimensione, e la cresta, ad una decina di metri, mi sembrava lontana. Poi la vedo fumare di neve spazzata dal vento e capisco che è fatta!
“Ancora poco e siamo al rifugio!”
Ma l’onda, si sa, vicino alla cresta si fa sempre più ripida, così noi, prossimi alla cima, annaspiamo sempre di più, i piedi scivolano, camminiamo a vuoto. “Sembra di essere in un sogno [incubo], quando cerchi di raggiungere qualcosa e non ci arrivi mai… non riesci a correre, o no riesci a risalire in superficie!”. “Mancherà un metro! Ormai ci conviene fare un tunnel e passare di là!”. Andrea mi spingeva dal sedere, ma niente… finchè mi viene un’idea: afferro bene la cinghia della borsa della macchina fotografica, la lancio oltre la cresta. Affonda nella neve come un’ancora nel fondo del mare, mi aggrappo alla cinghia e, sorretto da Andrea mi isso! “Ora facciamo il punto”. Cartina e bussola alla mano, capiamo che siamo andati troppo a nord e dobbiamo rientrare verso il Prado. Cerchiamo d’individuare il dosso di Lama Lite, (1803 m) per aggirarlo.

In giallo l’andata, in verde il ritorno.

Pensiamo a dove scendere per raggiungere il rifugio, prendo la traiettoria con la bussola, ma non so il punto esatto in cui siamo e un piccolo errore potrebbe significare centinaia di metri che, in queste condizioni, potrebbero essere un’ora o più. Inoltre il rifugio è in basso, al rientro ci attenderebbe altra salita. Son stato incosciente ad affrontare un giro in queste condizioni senza essere mai stato al rifugio prima.
Dalla nebbia emerge un cippo, e si vede un solco sulla neve che punta su di lui. Camminiamo sul solco sprofondando poco e lo raggiungiamo in fretta. “Dice «Benvenuti a Civago»” dico scherzando, ma, a parte gli scherzi, indica “Civago” verso OVEST. Penso: o mi GIRA molto la testa (tanto da invertire l’est con l’ovest), o c’è un errore. A scanso di equivoci tiro fuori la bussola che, non ci speravo, dà ragione a me. Più in là si intravede un altro paletto. Come giocatori di una caccia al tesoro lo raggiungiamo. Un’indicazione del CAI dice che il Rif. è verso ovest, mentre una mano di legno dice di là ed indica est.

“Vava…” mi volto e vedo Alberto serissimo. “…non sento più le mani…”. Telefono immediatamente a Christian, ma niente. Telefono al rifugio, nessuno risponde.
Era come gridare nel deserto… di neve. Mi balena l’idea che il rifugio possa essere chiuso, ma mi sembra strano e, soprattutto, non m’attento a dirlo. Andrea pesca dal mio zaino due guanti di lana e li dà ad Alberto, che poi tiene le mani sotto la giacca. Non faceva freddo, saremmo stati a -2/-3°C, ma il vento, la neve, e i vestiti bagnati di Alberto drammatizzavano la situazione. Telefono ad Andrea Toschi il quale, dopo aver cercato Omar, mi apre gli occhi: “Il rifugio è chiuso”.
Ho paura.
Da pochi minuti il caldo si allontana a qualche ora!
Da dove rientriamo? Lo sterrato “son 4 ore senza neve”, il che vuol dire 6 ore per noi e con la neve! Il 605 lo imbroccheremo da qua? Come farà Alberto a reimmergersi nella neve? Se seguiamo le nostre tracce imbrocchiamo il sentiero, ma facciamo un percorso molto più lungo! Gli passerà il freddo nel bosco, o è degenerativo?
“Ho le allucinazioni uditive o son voci quelle che sento?”.
Mi dicono che ho le allucinazioni, per cui non ci bado più; del resto il vento a volte illude.
Il cielo, progressivamente, ci sta seppellendo di neve. Penso al Soccorso Alpino, ma non ci son le condizioni per un arrivo in elicottero, e a piedi impiegherebbero parecchio ad arrivare i soccorsi. E poi che figura, mi vedo già sputtanato sul Crinale: “Scoccorso Vava a 1700 m…” “Meteorologo soccorso sotto la bufera, e dice pure «Lo sapevo…»”.
No, EVITIAMO per favore! Abbiamo panini e acqua calda, ho la paletta multiuso, ci scaviamo una buca, mangiamo, beviamo e balliamo pure… dal freddo! Si, mi viene un po’ di freddo, non so se è per il vento o per le prospettive. Il mio pile, estratto per prendere i guanti, era incrostato di neve e ghiaccio, ma avevo ancora un giubbotto, calzini e una maglietta caldi e asciutti. Certo che l’idea di cambiarmi qua mi fa venire ancora più freddo! Mi vengono in mente pensieri gentili verso Christian… Perché non mi hai richiamato? Non ho il coraggio di guardare Alberto (per fortuna avevo detto che ognuno sarebbe stato responsabile di se stesso, che NON avrei accompagnato, ma saremmo stati alla pari!), né tanto meno di chiedergli se ha meno freddo.
Andrea mi fa notare due figure, simili ad esseri umani, che si muovono tra la nebbia. Cerchiamo di capire se vengono in qua, giusto per non fare un metro di strada in più. Si. Li aspettiamo. Son ciaspolari. “Prendete il 605?” “Si” “Possiamo seguirvi?” “Si, non so se vi conviene…”.
“Sei Vava?” “Si” (Wow, son famoso!). “Perché al Rifugio ti aspettavano, pensavano fosse uno di noi “Vava”.
Ci raccontano che si erano persi, che avevano seguito le tracce di due sciatori che venivano dal rifugio, ma dopo 20 minuti la neve si era ricucita il manto, che il rifugio era ormai chiuso, ma i gestori son stati così gentili da ospitarli e rimetterli a posto. L’avevano vista brutta i due, peggio di noi. Eran saliti dalla forestale e volevano evitarla ora, prendendo il 605, ma non sapevano dov’era. Vedendoci avevano pensato: “Guarda come son tranquilli quelli lì, stanno belli fermi…”, pensiero subito sostituito da: “Forse son fermi perché sono incrostati di ghiaccio!”.

Noi ci orientiamo un attimo e troviamo il punto dove siamo sbucati dal bosco, da lontano si vede ancora il nostro solco: un lungo e pigro serpentone moribondo. Via allora, ciaspolari a fare il solco e noi dietro. Con gli occhiali da sci (occhialoni) vedo a malapena i due poco davanti a me, ma scendo ugualmente!
Raggiunto il bosco mi sentivo a casa. Quasi niente vento, neve più bassa. Alberto sorride. O sta meglio, o si è del tutto congelato la faccia!
Il bosco è un incanto! Guardo la neve scendere, sembra voler cancellare uno dei peggiori inverni. Speriam che geli, se no va via in fretta. Ma prima di gelare… ne voglio ancora tanta!!!


Da sx: Andrea, Alberto e un ciaspolaro

“Non ci crederete” dico ai ciaspolari “ma per me una giornata così è molto meglio che una giornata di sole”.
Non mi rispondono, e solo ora mi rendo conto che mi hanno graziato!

Arriviamo al Rifugio Segheria, ci infiliamo in una legnaia aperta, mentre Andrea è l’unico a credere che possa esserci ancora qualcuno. Fortunatamente aveva ragione lui, vedo il gestore mentre chiude l’ultima finestra e, seppur non entusiasta, ci chiama dentro. Gli dico che non siamo da ricovero (Alberto ormai si era scaldato e nel bosco saltellava come un capriolo), ma comunque ci fa piacere qualcosa di caldo!

Al Rif. Segheria

Tavoli sempre più "apparecchiati" e obiettivo, d'ora in poi, con filtro efFETTA di salame!

Mangiamo i panini. Un fiaschetto di vino per loro, una cioccolata calda per me (si, lo so, non lo dico più!), un po’ di torta. Ci cambiamo. Sfrutto così tutto il contenuto dello zaino, tranne l’acqua calda.
Rientriamo verso Civago coi gestori. Mi attardo a far foto, Simone rientra per cercarmi. Ora mi picchia, penso mentre mi vede con la macchina fotografica in mano.


Un tratto del 605

Invece proseguiamo a chiacchierare. Poco dopo le 18 siamo alla macchina, ben ricoperta di neve!


Andrea con la paletta

Mi restano solo due dubbi:
dove cazzzzzzpita era il cellulare di Christian?
Chi era quella ragazza con Andrea Toschi?

In macchina mi telefona Christian, ci scambiamo un po’ di complimenti, mi dice dov’era il suo cell.
Mi fermo a fotografare un capriolo, poi scappo più veloce io di lui: stava per arrivare lo spazzaneve con tanta velocità che mi sarei trovato nell’argine di neve con tutta la macchina!

La prossima volta, con qualche accorgimento… due giorni! Se convinco Alberto ed Andrea… E la moglie!!!

Vava
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E' un dono del Signore una donna silenziosa
(Siracide 26.14)

Modificato Da - Vava il 05 Apr 2007alle ore 16:22:41

y02
Illuminato dalla powder
GV2003



Peru
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Inserito il - 26 Mar 2007 :  19:01:12    y02 è offline Scrivi Un Messaggio Privato  Visualizza profilo  Visita l'homepage di  y02  Modifica il messaggio  Rispondi citando  Visualizza l'indirizzo IP dell'utente  Elimina risposta
citazione:

E la moglie!!!

vava va bene sbagliare ma vuoi continuare a fare cazzate in montagna???!!!!

a parte tutto, ho letto con molto concitamento la cronaca della giornata...vis MP ci siam gia detti tutto, la prossima volta vi godrete di piu l'ambiente....grazie per aver previsto questa bella perturba!

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E tu...chissa dove sei....Anima fragileTorna all'inizio della pagina

Vava
Meteorologo ufficiale


Italia
7755 messaggi
Inserito il - 27 Mar 2007 :  09:02:28    Vava è offline Scrivi Un Messaggio Privato  Visualizza profilo  Visita l'homepage di  Vava  Modifica il messaggio  Rispondi citando  Visualizza l'indirizzo IP dell'utente  Elimina risposta
La moglie la devo convincere a lasciarmi venire, non a venire con me!
Se fosse salita con noi domenica lei avrebbe chiuso con la montagna e... forse anche io!!!

Il sentiero 605 per due volte l'avevo percorso fino alla zona del Rifugio Segheria, negli anni '80. Una volta, in una notte di fine marzo (quell'anno della cometa) io e altri due andammo in macchina per un pezzo lungo lo sterrato (c'era pochissima neve), poi a piedi, con sacchi a pelo, macchina fotografica e... treppiedi!
Arrivammo al passo Lama Lite, NON vedemmo la cometa 9°stante un cielo stellato meraviglioso (dentro al quadrilatero del Grande Carro erano visibili una dozzina di stelle!). Io mi fermai al passo, dentro al sacco a pelo, i miei due amici (Pietro e Enrico) proseguirono e, a fatica, trovarono il Battisti (poteva essere un bivacco?).
Quindi rientrammmo, Enrico con lo scarpone aperto a buccia di banana, legato con uno spago!

Insomma, il Battisti per me, e per i miei amici, è una maledizione!
Prima o poi ci arriverò!

Vava
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(Siracide 26.14)Torna all'inizio della pagina

ale
Signore della tavola


Italia
5992 messaggi
Inserito il - 27 Mar 2007 :  09:29:10    ale è offline Scrivi Un Messaggio Privato  Visualizza profilo  Visita l'homepage di  ale  Modifica il messaggio  Rispondi citando  Visualizza l'indirizzo IP dell'utente  Elimina risposta
citazione:
La moglie la devo convincere a lasciarmi venire, non a venire con me!
Se fosse salita con noi domenica lei avrebbe chiuso con la montagna e... forse anche io!!!

O forse avrebbe chiuso con te?

citazione:
proseguirono e, a fatica, trovarono il Battisti (poteva essere un bivacco?).

E pensare che da Lama Lite non è molto lontano, ma di notte è facile perdere l'orientamento, per chi non c'è mai stato, ancora di più. Forse quella volta non era gestito e i tuoi amici si son rifugiati nel locale invernale del rifugio che rimane sempre aperto in caso di bisogno.


Bella descrizione, ma però la prossima volta vieni quando c'è il sole che almeno lo vedi, magari dopo una bella nevicata.


"L'illusione della sicurezza paralizza gli spiriti vitali. Per questo siamo affascinati dall'avventura come un detenuto dalla libertà."
(Reinhold Messner)Torna all'inizio della pagina

Vava
Meteorologo ufficiale


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7755 messaggi
Inserito il - 27 Mar 2007 :  09:42:12    Vava è offline Scrivi Un Messaggio Privato  Visualizza profilo  Visita l'homepage di  Vava  Modifica il messaggio  Rispondi citando  Visualizza l'indirizzo IP dell'utente  Elimina risposta
citazione:
“Non ci crederete” dico ai ciaspolari “ma per me una giornata così è molto meglio che una giornata di sole”.

Però almeno la prossima volta col sole farò in tempo a prendermi un bello "speck e gorgonzola"!

Vava
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morositas
Barone della Rescadore


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Inserito il - 29 Mar 2007 :  00:03:36    morositas è offline Scrivi Un Messaggio Privato  Visualizza profilo  Modifica il messaggio  Rispondi citando  Visualizza l'indirizzo IP dell'utente  Elimina risposta
ho letto il tuo racconto....pazzesco!! ....siete stati bravi a mantenervi integri durante il vostro percorso.. ma credo che una moglie tuttosommato...vi avrebbe fatto ragionare nel dietreggiare prima!!! Valutatene l'utilizzo per la prossima..

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cobra
Powder Ranger
GV2012



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Inserito il - 29 Mar 2007 :  00:56:07    cobra è offline Scrivi Un Messaggio Privato  Visualizza profilo  Modifica il messaggio  Rispondi citando  Visualizza l'indirizzo IP dell'utente  Elimina risposta
Consolati Vava, neanche io sono riuscito ad arrivare al Batti e partivo da più in alto, purtroppo al Segheria i ragazzi che facevano strada non hanno notato le tracce che risalivano il 605.

Cmq non siete scesi tanto più tardi di noi, vedo nelle tue foto alcune tracce sul 605 che potrebbero essere le nostre e le ruotate delle nostre macchine vicino alla tua (quando siamo andati via noi ne erano rimaste solo due o tre e una l'abbiamo aiutata ad uscire noi spalando un po'.)

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cobra
Powder Ranger
GV2012



Italia
4323 messaggi
Inserito il - 29 Mar 2007 :  00:57:43    cobra è offline Scrivi Un Messaggio Privato  Visualizza profilo  Modifica il messaggio  Rispondi citando  Visualizza l'indirizzo IP dell'utente  Elimina risposta
Ritrio quello che ho detto, forse non erano le nostre, ho letto adesso che siete venuti giù alle 18, noi verso le 15, vabbè che eravamo in 9 ma secondo me le nostre tracce potevano già essere coperte se ha continuato come veniva prima.

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furmiga
Mastro pasticcière


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2161 messaggi
Inserito il - 29 Mar 2007 :  11:38:34    furmiga è offline Scrivi Un Messaggio Privato  Visualizza profilo  Modifica il messaggio  Rispondi citando  Visualizza l'indirizzo IP dell'utente  Elimina risposta
Che belle foto Vava che hai fatto : sembra di essere in un inverno non del 2007 , ma di uno nevosissimo , invece è stata l'unica sfuriata di quest'anno .
F u r m i g a

Forza Jabe !!! Vai , vai !!Torna all'inizio della pagina

Vava
Meteorologo ufficiale


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7755 messaggi
Inserito il - 29 Mar 2007 :  17:11:32    Vava è offline Scrivi Un Messaggio Privato  Visualizza profilo  Visita l'homepage di  Vava  Modifica il messaggio  Rispondi citando  Visualizza l'indirizzo IP dell'utente  Elimina risposta
Eheheh... ho poche cartucce da giocare, le devo sparare bene!
Simone (co-gestore Rif. Segheria) mi ha confermato che è stata la nevicata più abbondante dell'inverno.

Ogni persona che incontravo pensavo potesse essere uno di voi non riconosciuto... dovremmo girare con un cartellino con scritto il nick name e "Crinale.it"

C'era anche un gruppo di scout al Segheria, qualcuno li conosce?

Benvenuto Morositas! Da dove scrivi?
Dicci un po' di te...

Vava
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